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Editoriali

Perdono o riconciliazione?  (Graziano Crepaldi)

Negli ultimi anni ci siamo trovati di fronte a parecchi conflitti impegnativi. Abbiamo lavorato duramente per portare riconciliazione e guarigione tra molte persone ferite, amareggiate ed ostili, la maggior parte delle quali asseriva di non avere problemi nelle relazioni, in quanto avevano già perdonato e chiesto perdono a tutti.  Un dubbio pero’ rimane: se tutti hanno perdonato tutti perché esistono così tante divisioni e relazioni spezzate nelle nostre famiglie e nelle nostre comunità? Il chiedere semplicemente perdono è solo l’inizio di un percorso per la più completa restaurazione che Cristo è venuto a portare ad un mondo perduto, dove le persone non sanno come ripristinare le relazioni. 

Abbiamo deciso di usare i princìpi insegnati da Gesù in Matteo 18:15-20, come base di questo articolo, ed abbiamo controllato le Scritture, per verificare le indicazioni bibliche riguardo alla confessione, al pentimento, al perdono, alla restaurazione ed alla vera riconciliazione delle relazioni. Dall'inizio del nostro cammino con Dio, siamo abituati a queste parole ma siamo veramente sicuri di conoscere il vero significato del perdono e della riconciliazione?

Paolo ha messo in guardia il suo discepolo Timoteo (1 Tim. 3:2-5) sul pericolo di relazionarsi con persone dalle motivazioni sbagliate, che si concentrano su forme esteriori di pietà, che mancano di profondità spirituale ed hanno poca o nessuna pratica con la forza di trasformazione del messaggio del Regno di Dio.

I seguaci di Cristo vogliono avere un cuore pronto al perdono, come Cristo ha mostrato nel suo ministero (Luca 23:24) e che Dio ha verso noi peccatori (Col. 3:13). In questo periodo ci siamo resi conto che molti credenti spesso perdonano, pensando però unicamente a se stessi, affinché i propri peccati siano perdonati e per paura di ulteriori conseguenze. Siamo tutti consapevoli di quanto la mancanza di perdono e l’amarezza possano essere atteggiamenti distruttivi per un individuo, una famiglia e per il corpo di Cristo. Un discepolo di Gesù che è in grado di perdonare ed aspetta con pazienza di ristabilire le relazioni, come leggiamo in Matteo 18:21-35, sa molto bene come un peccato contro Dio sia qualcosa di molto più grande del peccato contro un'altra persona. Noi siamo consapevoli che il perdono è per Dio qualcosa di molto importante e costoso. Dio non perdona dove non c'è pentimento, ma Dio mostra grazia e misericordia perché invita i peccatori a Lui attraverso il pentimento divino. In Luca 23:34 Gesù disse: "Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno". 

Primo Passo
I passi che dovremmo compiere quando commettiamo un peccato sono spiegati chiaramente in Giacomo 5:16 "Confessate dunque i vostri peccati gli uni agli altri, pregate gli uni per gli altri affinché siate guariti" e, in modo più diretto, in Matteo 5:23-24 è scritto che "...se dunque tu stai per offrire la tua offerta sull'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualcosa contro di te, lascia lì la tua offerta davanti all'altare e va' prima a riconciliarti con tuo fratello; poi vieni a offrire la tua offerta". L'offesa è qualcosa che si frappone fra due credenti e Gesù ci chiede di riconciliarci! 

Riconciliazione significa far cambiare idea su qualcuno e creare qualcosa di giusto tra le persone. Questo ci conferma che è qualcosa di più profondo del solo chiedere perdono, significa ristabilire una relazione dove il peccato l'ha distrutta. La riconciliazione è il vero frutto e obiettivo della confessione, del pentimento e del perdono (2 Corinzi 7:8-13). Dio vuole molto di più del solo perdono! Vuole darci una restaurazione vera e profonda. E' interessante che nel dizionario la parola restaurare significhi proprio: portare a compimento, riparare, perfezionare con pazienza e perseveranza. Non è forse questo quello di cui tutti noi abbiamo bisogno?

O quando vede un altro fratello peccare "…e lo riconduce indietro, costui sappia che chi avrà riportato indietro un peccatore dall'errore della sua via salverà l'anima del peccatore dalla morte e coprirà una gran quantità di peccati." (Giacomo 5:19-20) e leggiamo ancora in Matteo 18:15: "Se tuo fratello ha peccato {contro di te}, va' e convincilo fra te e lui solo. Se ti ascolta, avrai guadagnato tuo fratello". In Luca 17:3 è scritto chiaramente: "State attenti a voi stessi! Se tuo fratello pecca, riprendilo; e se si ravvede, perdonalo".

Riconciliazione attiva
Noi abbiamo la responsabilità, nell'amore, di agire e di non rimanere passivi! Dio lo comanda! In questi versi comprendiamo chiaramente che non possiamo scappare dai conflitti ma dobbiamo affrontarli rapidamente e direttamente. Per Dio, riconciliare una relazione è più importante della prossima riunione di chiesa o di una qualsiasi attività evangelistica. È questo il nostro atteggiamento? Siamo disposti ad incontrare e ad aprire il nostro cuore a coloro che ci hanno causato dolore o a chi abbiamo offeso?

Qualche anno fa stavamo cercando di riconciliarci con alcuni amici, ed eravamo  ansiosi di rivederli per parlare e pregare insieme ma siamo rimasti sorpresi dalla loro reazione: ci dissero che non sentivano che l'incontro con noi fosse nella volontà di Dio per la nostra riconciliazione, dato che non avevano fatto niente di sbagliato ed erano convinti che noi, non eravamo pronti a cambiare. Un leader conosciuto, da loro rispettato, gli aveva detto che avrebbero dovuto concentrarsi a lottare in preghiera contro lo spirito dell'Anticristo e di non avere alcun incontro di riconciliazione con noi. Il conflitto non è stato risolto, in poche settimane le menzogne si sono diffuse ed il pettegolezzo della gente ha peggiorato la situazione. Ci rendiamo conto di quanto la religiosità ci ha fatto allontanare dal modello che la Bibbia ci ha dato per la riconciliazione? Sarebbe stato molto più facile usare l’insegnamento di Gesù ma le nostre esperienze passate, la bassa stima di noi stessi, l'orgoglio e soprattutto le nostre paure ci hanno impedito di seguire l'esempio di Cristo.

Vero pentimento in Cristo
Come fai a capire quando c'è vero pentimento? Comprendere la riconciliazione richiede una reale comprensione della visione di Dio del peccato, del dolore, della contrizione, della confessione, del pentimento, della giustizia e della restaurazione. Il peccato non inizia con atti di disobbedienza esteriore. Attraverso la rigenerazione spirituale dello Spirito Santo, la persona rigenerata da Dio ha il bisogno di essere in unità con Dio e con gli altri credenti. Solo il nostro Creatore è in grado di riempire il nostro desiderio interiore di essere capiti ed amati. Le abitudini peccaminose dell'uomo lo portano a cercare l'amore e l’accettazione al di fuori della relazione con Dio. Il nostro io tende a controllare e a proteggersi dove vi sono bisogni non soddisfatti e rifiuta strenuamente i tentativi di correggere i peccati preferiti del peccatore. Il nostro io tende a razionalizzare i valori ed i comportamenti biblici e laici, negando al contempo l'unità con Dio, la Sua verità e la necessità di restaurare le relazioni con altre persone. Pertanto l’unità non si ottiene ed i problemi non scompaiono dicendo semplicemente le parole: "Ho peccato, per favore perdonami". Dio chiama il credente, che continua a peccare, a riconciliarsi con  Lui e con gli altri attraverso un ravvedimento spirituale. Questa convinzione ci porta alla confessione ed al pentimento (2 Corinzi 7:9-11) e ci guiderà alla riconciliazione, concetto biblico che si rivolge all'uomo caduto, che può essere completamente ricondotto a Dio attraverso Cristo "abolendo nel suo corpo terreno la causa dell'inimicizia, la legge fatta di comandamenti in forma di precetti, per creare in sè stesso, dei due, un solo uomo nuovo facendo la pace;" (Efesini 2:14-15).

Secondo Passo
Cosa succede quando qualcuno non è disposto ad incontrarsi o pentirsi?Quando un credente riconosce gli errori ed i peccati di un'altra persona, anche se si tratta di un'offesa personale, è sua responsabilità, non essendo riuscito a riconciliarsi una prima volta (Passo 1 di Matteo 18), prendere due o tre testimoni e confrontarsi con la persona una seconda volta. In Matteo 18:16 leggiamo: "ma se non ti ascolta, prendi con te ancora una o due persone, affinché ogni parola sia confermata per bocca di due o tre testimoni". Il concetto di testimone (ovvero colui che osserva ciò che viene detto e testimonia ciò che è stato fatto) è parte delle responsabilità di ogni credente nell’affrontare, rimproverare e restaurare le parti offese come è necessario secondo Luca 17, 1 Timoteo 5, e Galati 6. Cristo ci ha promesso che se ci sono questioni che richiedono l’utilizzo di Matteo 18, e vi sono 2-3 persone che desiderano fare la Sua volontà, Egli sarà lì per aiutarci nel processo di cambiamento e nelle nostre decisioni. In effetti, Lui vuole aiutare coloro che desiderano avere delle risposte nel cammino di restaurazione delle nostre relazioni. Tutti i problemi possono essere risolti usando le Scritture. Coloro che cercano aiuto per la riconciliazione devono sottomettersi a qualsiasi risoluzione biblica come descritto in Ebrei 13.

Terzo Passo
Quando il pentimento e la riconciliazione non sono raggiunti, ai passi 1 e 2 di Matteo 18, è responsabilità dell'individuo e dei testimoni dirlo alla chiesa. In Matteo 18:17 leggiamo: "Se rifiuta di ascoltarli, dillo alla chiesa; e se rifiuta di ascoltare anche la chiesa, sia per te come il pagano e il pubblicano". I primi seguaci di Cristo presero seriamente questo comandamento: "dirlo alla chiesa". Quando i membri della congregazione avevano dei conflitti gli uni con gli altri, li esponevano alla chiesa spiegando i loro problemi. L'intera congregazione ascoltava e cercava di arbitrare. L'incontro non avrebbe potuto proseguire finché entrambe le parti non si fossero riconciliate, o il colpevole, se non pentito, fosse stato espulso dall'assemblea. Gesù stesso pregò (Giovanni 17:23) per l'unità tra i suoi discepoli e quindi per la nostra comunità. L'unità in Cristo è spezzata dal peccato. La riconciliazione dei credenti, che hanno delle mancanze nelle relazioni, è responsabilità di tutti. Il restaurare un peccatore a Cristo e alla sua famiglia spirituale è un ministero molto importante della Chiesa.

Cosa si deve fare con i responsabili che hanno problemi relazionali? E’ possibile ripristinare un responsabile che ha peccato? Ci sono peccati che squalificano un responsabile per sempre? In 1 Timoteo 5:17-22 è scritto che non dobbiamo "...ricevere accuse contro un anziano, se non vi sono due o tre testimoni". La Bibbia non considera il peccato di un leader in modo diverso da quello di altri credenti. In 1 Timoteo 5:19-20 si richiedono due o più testimoni per l’accusa di un anziano o di un responsabile. In Matteo 18:16, Gesù cita Deuteronomio 19:15 nella richiesta di due o più testimoni nel caso di un crimine o di un'offesa. I responsabili sono umani e peccatori e sono soggetti agli stessi requisiti spirituali della riconciliazione come tutti i credenti, con in più una richiesta aggiuntiva: devono anche essere rimproverati pubblicamente, in modo che gli altri credenti non possano cadere nel peccato. Ci sono alcuni esempi di responsabili che sono stati confrontati nella Bibbia. Pietro ha commesso il peccato di eresia quando ha insegnato ai credenti a seguire le pratiche ebraiche (vedi Galati 2), ma ha risposto correttamente al rimprovero pubblico di Paolo e si è pentito rapidamente del suo errore. Imeneo e Alessandro sono due esempi di responsabili che hanno lasciato la fede (1 Timoteo 1:3-20, 2 Timoteo 2:14-19). Il loro perseverare in insegnamenti sbagliati li ha portati fuori dalla comunione con la loro assemblea e ha costretto Paolo ha consegnarli a Satana. La Scrittura indica che se un responsabile è ostinatamente disobbediente e resiste o rifiuta la riconciliazione (Matteo 18:15-20), perde i requisiti di responsabile, dovrebbe essere rimosso dal suo incarico e eventualmente allontanato dalla Chiesa (1 Timoteo 3, Tito 1). Il responsabile rimosso deve quindi soddisfare le qualifiche bibliche, dimostrando nel tempo il suo cambiamento attraverso frutti spirituali ed una fede matura, prima di essere preso nuovamente in considerazione per  poter guidare altri credenti.

Questi tre passi ci fanno comprendere che quando sorge una discordia siamo chiamati a fare tutto il possibile per essere in pace gli uni con gli altri. Quando qualcuno della Chiesa pecca contro di noi, invece di reagire, dovremmo offrire a questa persona queste tre possibilità di pentimento e riconciliazione. Cristo ha mostrato il suo amore per noi riconciliandoci a Dio ed è proprio attraverso il perdono reciproco che possiamo mostrare l'amore di Cristo gli uni verso gli altri e verso il mondo. 

Vorremmo incoraggiarvi a pregare per le persone con cui in passato avete avuto alcuni conflitti e disaccordi e vedere come potete mettere in pratica ciò che Gesù ci ha insegnato nella sua vita sulla risoluzione dei conflitti. La nostra preghiera è che tutti i credenti possano impegnarsi nell'amore biblico attraverso il ministero della riconciliazione.

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